Recensione: Melechesh - Enki




Io non voglio dire che i Melechesh sono diventati gli Skeletonwitch israeliani, però c'è, oggettivamente, ora, una forte somiglianza tra le band. I Melechesh è qualche anno che hanno lasciato la matrice Death a favore di quella Thrash diventando, forse senza volerlo, uno sterile e poco accattivante clone degli statunitensi.
Parlando dell'album in se, Enki, è un viaggio veramente mastodontico di infiniti minuti in un concetto che potrebbe essere espresso in mezz'ora, va dato merito che molte delle composizioni reggono, sopratutto se prese singolarmente le canzoni hanno veramente spinta e questa semplificazione avvenuta negli ultimi due album darà sicuramente i suoi frutti live.
Enki possiede una tracklist molto lunga, poco varia, ma sicuramente ispirata e nonostante quello che facciano esista da molto più di una decade risultano estremamente freschi e convincenti. Se come me siete fan accaniti di band molto simili a loro vi piangerà il cuore per molte parti "clone" ma se fate mente libera e pensate di ascoltare quest'album escluso dal tempo e dallo spazio vi accorgerete che ha degli arrangiamenti fighissimi, old school ma moderni. Come gli Skeletonwitch.
L'alone "medio-orientale" è ridimensionato in scale o intermezzi che sono un arricchimento del cd e non la colonna portante come nei primi lavori. Va dato merito alla band di una maturazione verticale negli ultimi anni notevolissima. Lavoro promosso da quale partire per scoprire come il Black Metal possa essere fuso ad altri genere senza diventare una chiavica.

Tracklist of »Enki«: 

01. Tempest Temper Enlil Enraged
02. The Pendulum Speaks
03. Lost Tribes
04. Multiple Truths
05. Enki - Divine Nature Awoken
06. Metatron And Man
07. The Palm The Eye And Lapis Lazuli
08. Doorways To Irkala
09. The Outsiders

Recensore: Edoardo Del Principe

SENTENZA: Enki'te'se'ncula?



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